Monseniorul Vladimir Peterca este atacat fara dovezi

Recent au aparut doua articole in Evenimentul Zilei care il discrediteaza fara dovezi pe Monseniorul Vladimir Peterca. Redau aici linkurile catre articole:
http://www.ziare.com/bucuresti/stiri-actualitate/fals-monsenior-turnator-la-varful-bisericii-catolice-2074151

http://www.ziare.com/bucuresti/stiri-actualitate/catolicul-turnator-iertat-pe-jumatate-2076891

Nu intentionez prin acest articol de pe blog sa dau verdicte. Am citit cu atentie articolele si am observat ca nu se da niciun nume de dosar si niciun fascimil cu o nota informativa. In al doilea articol se explica faptul ca Monseniorul s-a ascuns atat de bine astfel incat nu poate fi deconspirat si ca doar instanta poate stabili vinovatia. Articolul sunt semnate de catre Mirela Corlatean. Luate in ansamblu sunt doar declaratile unor oameni fara dovezi concrete. Nu sunt respectate regulile etici jurnaliste. Un om este acuzat fara sa existe dovezi concrete contra lui.
Mai demult Decebal Traian Remes a fost discreditat printr-un film despre care expertiza a stabilit ca este fals. Filmul a fost prezentat la TVR de catre Rodica Culcer.
Intrebarea ar fi oare doamnele Rodica Culcer si Mirela Culcer sunt zeitele justitiare care pot sa acuze fara dovezi?! Asistam oare la o dictatura a presei?

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Published in: on March 23, 2011 at 3:52 pm  Comments (2)  

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  1. Informaţii detaliate despre dosar

    Numãr unic dosar: 316/2/2011
    Înregistrat în data de: 13.01.2011
    Obiect dosar: constatarea calităţii de lucrător/colaborator al securităţii (OUG nr.24/2008)
    Materia juridicã: Contencios administrativ şi fiscal
    Stadiu procesual: Fond
    Părţi:
    CONSILIUL NATIONAL PENTRU STUDIEREA ARHIVELOR SECURITATII : Reclamant

    PETERCĂ VLADIMIR : Pârât
    CĂI DE ATAC:
    Tip acţiune Data declarare Cine declara
    Pagina 1

    TERMENE DE JUDECATÃ:
    Data
    Detalii
    28/06/2011
    Solutie:

  2. FRATELE MEU ALBASTRU DA DE ASTA CE ZICI :

    della Sera > Archivio > sotto la porpora una spia

    Trame: documenti su un prelato, chiesti chiarimenti alla Santa Sede
    sotto la porpora una spia
    il vicario vescovile romeno monsignor Luigi Vittorio Blasutti avrebbe lavorato per la Securitate. ritrovati i carteggi tra il religioso, nome in codice ” Iacobescu ” , e i servizi segreti

    ————————- PUBBLICATO —————————— TRAME . Documenti su un prelato, chiesti chiarimenti alla Santa Sede TITOLO: Sotto la porpora una spia Il vicario vescovile romeno monsignor Blasutti avrebbe lavorato per la Securitate Ritrovati i carteggi tra il religioso, nome in codice “Iacobescu”, e i servizi segreti – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – CITTA’ DEL VATICANO . C’ era una “talpa” di Ceausescu all’ Arcivescovado di Bucarest? Tutto lo lascia credere, vista la documentazione sull’ attivita’ del vicario generale della diocesi, monsignor Luigi Vittorio Blasutti, un prelato di origine italiana, registrato in codice con il nome di “Jacobescu”, pubblicata nei giorni scorsi da “Romania libera”, il piu’ diffuso quotidiano del Paese. Si sa poco del supposto “agente” ecclesiastico della “Securitate”, salvo che aveva 60 anni quando divento’ nel 1985 vicario dell’ arcivescovo di Bucarest e si insedio’ al numero 19 di via Dei Gigli, la “strada Nuferilor”, dove si trova il palazzo del primate romeno. “Romania libera”, che ha analizzato e reso noti i documenti che lo accusano, ha chiesto pubblicamente spiegazioni alla Santa Sede. Vuol sapere se “Jacobescu” era una vera “talpa” o se faceva, come molti allora, il doppio gioco. Ma, almeno per il momento, solo un poco illuminante “no comment” e’ stato fornito dalle autorita’ vaticane. Da parte sua, lo “007” del Vaticano, il gesuita Robert Graham, invita alla prudenza: “Tutto ed il contrario di tutto puo’ emergere dai documenti comunisti: non si possono trarre troppo facilmente delle conclusioni”. Altrettanto prudente si e’ dimostrato monsignor Pamfil Carnatiu, un anziano prelato romeno della Curia, ormai pensionato con l’ onorifico incarico di protonotaro apostolico. Ha avuto occasione di parlare con il cardinale Alexandru Todea, atteso del resto a Roma nei prossimi giorni. Gli ha detto: “Se dovessimo stare ai documenti della “Securitate”, potremmo tutti essere piu’ o meno considerati colpevoli di aver collaborato con il regime”. “Era impossibile all’ epoca rifiutare di collaborare con le autorita’ politiche . commenta monsignor Carnatiu . e in Romania la gente lo sa, tanto che la vicenda non ha suscitato ne’ sorpresa ne’ impressione”. In realta’ , i documenti ritrovati insieme ai resti degli archivi segreti della “Securitate” bruciati in una fossa del villaggio di Berevoiesti, sono piuttosto imbarazzanti. Risulta che monsignor Blasutti fosse un uomo della “Securitate” fin dal 1961, quando era un prete di campagna e successivamente quando fu trasferito nella parrocchia di Santa Teresa a Bucarest. A difesa della supposta “talpa” va detto che non sono stati ritrovati i suoi “rapporti”, ma solo quelli dei Servizi di sicurezza che lo riguardano. Il suo lavoro viene definito dalla “cupola” di Bucarest “corretto e leale in base ai riscontri fatti”. Il suo interlocutore diretto, il colonnello Aron Bordeanu, capo della Prima direzione della “Securitate”, contava su “Jacobescu” per ottenere informazioni dall’ allora ambasciatore itinerante del Papa nei Paesi dell’ Est, l’ arcivescovo Luigi Poggi, dal suo successore monsignor Francesco Colasuonno, e dall’ allora collaboratore monsignor Bukovsky, divenuto ora il primo pro.nunzio nella nuova Romania. Monsignor Bukosky, rientrato nei giorni scorsi a Roma, ha fornito un rapporto sulla vicenda alla Segreteria di Stato. I dossier che maggiormente interessavano alle autorita’ romene riguardavano l’ eventuale appoggio del Vaticano alle comunita’ greco.cattoliche e alle minoranze etniche locali. Oltre ad incarichi di spionaggio, secondo la documentazione pubblicata da “Romania libera”, alla “talpa” dell’ Arcivescovado venivano affidate anche missioni di propaganda. Al congresso teologico internazionale di Monaco di Baviera nel 1987, il vicario di Bucarest venne mandato con il compito di “vendere” un’ immagine rosea della situazione della Chiesa cattolica in Romania. Altrettanto gli fu chiesto di fare nel 1989 a Basilea, in occasione di un vertice ecumenico con la partecipazione del cardinale Carlo Maria Martini e del futuro patriarca di Mosca Alessio II. Monsignor Carnatiu fa notare che in queste schede, tutte firmate da uomini della “Sicuritate”, ci sono non pochi errori, alcuni banali come il nome Carlo Maria “Montini” indicato per l’ arcivescovo di Milano, altri piu’ corposi. Sono errori, sostiene, che dovrebbero far riflettere sullo stesso reale valore delle relazioni. Monsignor Blasutti e’ ancora al suo posto. “Romania libera” ne chiede almeno il pentimento. Bruno Bartoloni

    Bartoloni Bruno

    Pagina 13
    (3 marzo 1992) – Corriere della Sera


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